Crocefisso ligneo di Michelangelo, 1495Riguardando le foto di classe delle elementari e delle medie, quelle dove eravamo tutti schierati con la lavagna alle spalle, ho notato che sopra la lavagna c’era un crocefisso grosso così, ma proprio grosso, aiutami a di’ grosso.
Ebbene, sono cresciuto bene, sano di corpo e di mente (almeno credo), privo del dono di qualsiasi fede in uno o più dei, ma dotato di una salutare avversione verso l’istituzione ecclesiastica dominante e nel suo spudorato attaccamento a cose che con la salvezza dell’anima hanno ben poco a che fare (avversione che condivido con molti cattolici, ragion per cui non credo di far torto alle convinzioni religiose di nessuno dicendo queste cose).
Il crocefisso non mi ha danneggiato, benché quello che rappresenta per me sia ben diverso da quello che rappresenta per un cristiano.
Un credente vi vede un promemoria della passione del suo dio, del suo dono di misericordia, del suo sacrificio, del suo essere uomo oltre che dio. Vi vede un motto da proferire a gran voce, una bandiera da innalzare alla vista di tutti, una buona notizia da gridare a gran voce. Non è detto che un credente voglia importi qualcosa mostrandoti un crocefisso, magari vuole solo proporti qualcosa, invitarti a condividere qualcosa d’importante. Ovviamente non è sempre così: qualcuno vuole spaventarti, qualcun altro vuole nascondervisi dietro e giustificare le proprie azioni. Altri ancora (per lo più appartenenti alla suddetta istituzione) utilizzano il simbolo come catalizzatore di consenso.
Io vi vedo, oltre che una macabra rappresentazione di un evento (probabilmente) mitologico, anche una delle numerose testimonianze del pervadere della Chiesa nella vita comune di una collettività che però di quella Chiesa non fa interamente parte, nonché una manifestazione, in verità molto pagana, di una religiosità diffusa e confusa che forse è comune ai più ma poi alla fine con il cristianesimo ha poco a che fare (nessuno mi leva dalla testa che solo una persona su dieci, ad esagerare, sa che significhi professarsi cristiano, e in particolare cattolico).
Il problema della laicità dello Stato non realizzata secondo me esiste, ma esiste anche quello della scarsa attitudine alla tolleranza e al dialogo, e della tendenza a contrastare certi radicalismi con altri radicalismi.
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