Oggi un articolo su Repubblica.it parlava di come SB sia in questi giorni particolarmente presente sulla stampa estera, che lo dipinge in maniera non proprio lusinghiera. In particolare l'articolo rimanda ad un altro pubblicato ieri sul Finacial Times. In questo pezzo di sostiene la tesi che non è di un ritorno del fascismo che l'Italia deve aver paura, ma piuttosto dell'effetto negativo che l'operato di SB ed il "cattivo esempio" che lui rappresenta hanno sull'Italia stessa. "Un pericolo", in poche parole.
Bene, questo è anche il mio pensiero, che in parte avevo già esplicitato in altri post. Ma in quell'articolo il concetto è spiegato molto meglio è più efficacemente.
Il terremoto è meglio di un reality show. I costi di produzione sono bassi. O meglio: sono enormi, ma non sono i produttori TV a doverseli accollare.
Ed il ritorno è notevole.
Lo è anche per i politicanti, specie quelli di governo: così presenti che pare siano stati loro i primi a prestare soccorso.
Lo sarà per le imprese che saranno coinvolte nelle opere di ricostruzione, ufficiali e non.
Vuoi vedere che trattasi di "azione divina mirata" allo stimolo di una pronta ripresa economica?
***
A me le vignette di Vauro non hanno fatto ridere. Penso che non abbiano fatto ridere nessuno. Al massimo, avranno stimolato qualche sorriso che subito si è trasformato in smorfia di amarezza. Certamente Vauro, che è persona seria e conoscitrice delle sofferenze umane, non si aspettava niente di diverso, non ha certo pensato: guarda ganze 'ste vignette che t'ho fatto! ora li fo piscia' addosso dalle risate! Ovviamente, non tutti sono allenati a cogliere l'ironia ed il sarcasmo (di cui la satira si serve per denunciare le ingiustizie), per cui ci si può anche aspettare che molti non abbiano apprezzato le vignette e le abbiano trovate di cattivo gusto.
Ma giudicarle "gravemente lesive dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico" mi pare incredibilmente fuori luogo, pretestuoso e dunque strumentale.
Questo è un genere di malafede veramente ripugnante.
"sotto la superficie di calamità naturali, guerre, rivoluzioni e conflitti di ogni genere, vi è una presenza silenziosa, vi è un'azione divina mirata" (Benedetto XVI, 10.04.2009)
Oh perbacco! Pare che in Italia non si rispettino le leggi, le normative, e le regole dell'arte! Chi l'avrebbe mai detto!
***
Il sistema è complesso. I soggetti coinvolti sono tantissimi, così tanti che interessano praticamente tutto il tessuto sociale: politici, grandi imprenditori, piccoli imprenditori, grandi criminali, piccoli criminali, operai, commercianti, proprietari. E' per questo che attribuire colpe e responsabilità è così difficile: ce n'è un po' per tutti.
Bene o male tutti lo sappiamo, o lo sentiamo, anche senza esserne consapevoli. Perché c'è una cultura malata che condividiamo tutti. E allora quando succedono certe disgrazie ci muoviamo e ci commuoviamo tutti, e ci diamo da fare, e ci preoccupiamo, e cerchiamo di dare una mano, e facciamo offerte, e mandiamo beni. Ed è giusto e utile che lo facciamo. Ma è triste il dover sospettare che sia un recondito e collettivo senso di colpa a muoverci.
***
La spiegazione di tutto è in un numero: 30%.
Questo è ciò che si deve spendere in più per costruire una casa rispettando tutti i sacri crismi dell'ingegneria antisismica, anziché con le tecniche edilizie tradizionali. Altro che il 3-4 % che qualcuno ha scritto in questi giorni.
Si può costruire una casa spendendo 200 000 euro, oppure 260 000: la differenza è un bel gruzzoletto.
Percentuali analoghe si risparmiano anche quando non ci facciamo fare la fattura dal dentista. Certo, le cifre in gioco sono enormemente diverse, ma la mentalità è la stessa.
***
Annozero. Ruotolo inviato dall'Aquila. Uno straziante servizio mostra la distruzione, ed il dolore composto e dignitoso degli aprutini. Il tutto però accompagnato da bellissime musiche di Piovani, e sinceramente non riesco a capire che bisogno c'era.
Mi disgustano queste piccole cose, ma sarò strano io.
***
Che bello! Grazie ai solerti informatori televisivi, gli italiani stanno rapidamente diventando esperti di geofisica, sono ormai in grado di parlare con disinvoltura di sciami sismici e prevedibilità, conoscono le salvifiche tecnologie giapponesi che faranno restare in piedi le nostre case.
Mi è capitato di visitare un interessante blog, sul quale sono intervenuto con un commento relativo alla "questione nucleare" (sulla quale mi sono già soffermato qui qualche mese fa).
Siccome volevo fare un nuovo post sull'argomento, ho pensato di riciclare qui quel commento, giusto per non dire le cose due volte.
Non è vero che il nucleare non sia suffientemente sicuro: lo è molto più di molte altre scelte che, più o meno consapevolmente, accettiamo. Scajola ieri sera ha detto una cosa vera e dimostrabile (con numeri): nell'ambito delle attività industriali svolte dall'uomo, l'industria nucleare è tra le più sicure, se non la più sicura in assoluto. Non mi soffermo sul fatto che i concetti di sicurezza e rischio sono relativi, perché immagino sia ovvio per tutti.
Non è vero che "III generazione" significa tecnologia obsoleta, mentre "IV generazione" significa tecnologia nuova e sicura. Al contrario: la III è basata su una vasta esperienza aquisita in decenni su centinaia di reattori, con in più i benefici dei più recenti miglioramenti; la IV, in quanto radicalmente nuova nei concetti di base, è supportata da esperienza operativa pressoché nulla. E poi, semplicemente non c'è ancora, e non ci sarà per un bel po', per quanto volenterosi potessimo essere nel sostenere la ricerca.
Non è vero che il problema delle scorie è irrisolto, perché esistono soluzioni. Sono soluzioni pratiche, ineleganti e poco romantiche, tipo la sepoltura in luoghi sicuri. Basta solo capire che non c'è niente di male, visto che siamo abituati ad accettare cose molto peggiori.
Non è vero che il nucleare voglia imporsi come alternativa alle rinnovabili: deve coesistere con esse. Basta capire che la soluzione ottimale è la diversificazione, il mix energetico. E soprattutto che è assolutamente indispensabile smettere di bruciare petrolio: perché è poco, e deve essere destinato ad usi più nobili.
Non è vero che il nucleare inquini: non emette gas serra, non emette sostanze tossiche e nocive.
Non è vero che il nucleare costa troppo e che gravi sulle finanze pubbliche. Le centrali nucleari le costruiscono delle imprese, che investono, si fanno prestare i soldi, poi vendono, incassano, pagano i debiti, e lucrano. Dietro la produzione di energia elettrica dell'eolico c'è esattamente lo stesso meccanismo (con in più gli aiuti dello Stato, credo...). Comunque la questione va posta nel modo che ha suggerito Andrea nel suo commento di ieri.
In ogni caso i budget in gioco sono enormi (tipo 5 miliardi di euro a centrale), e la gestione finanziaria di un tale progetto è tutt'altro che banale.
Non è vero che in Italia non si faccia ricerca sul nucleare. Poca, ma se ne fa. E non è andato tutto perduto dall'87: qualcuno, con enormi sacrifici, si è dato da fare è ha tenuto le competenze in caldo. E certa industria (Ansaldo, per esempio) dal nucleare non è mai uscita.
E ce ne sono molte altre che è difficile per me affrontare qui in maniera sintetica.
In conclusione:
- Ritengo che il nucleare sia una tecnologia sufficientemente sicura, socialmente accettabile, vantaggiosa dal punto di vista economico e ambientale e per lo sviluppo tecnologico e scientifico di un paese? Sì, certamente.
- Ritengo che l'Italia sia pronta per un ritorno al nucleare? No, affatto. A causa di una grossa deficienza culturale (in merito) nell'opinione pubblica che impedirebbe una serena accettazione; è il risultato di una sistematica manipolazione dell'informazione da parte di coloro che hanno usato la propaganda antinucleare per acquisire consenso politico, irresponsabilmente, noncuranti dell'enorme danno arrecato al paese. A causa poi dell'incapacità delle parti politiche che a turno ci governano di mantenere ciascuna gli impegni a medio-lungo termine presi dall'altra, e di vedere anche oltre la pur legittima lotta politica. A causa anche della tendenza degli attuali governanti ad "imporre" soluzioni anziché proporle persuadendo. E un po' anche a causa di una spiacevole caratteristica dell'Italia intera: le mafie, e certe mentalità che le nutrono, le quali credo che potrebbero confliggere con la "garanzia della qualità", indispensabile per garantire nei fatti la sicurezza promessa a parole.
Io, dopo otto anni di fidanzitudine, la mollo (non è dato sapere per quale motivo).
Lei viene da me tutta incazzata a dirmi, tra le altre cose: "Guarda che un'altra come me non la ritrovi!"
Al che io le rispondo: "E' appunto quello che vorrei evitare."
No, non è una vignetta del Sardelli (anche se mi rifiuto di credere che l'Autore di questo volantino non sia stato - seppur inconsciamente - ispirato da "I miracoli di Padrepio" e dalle molteplici altre creazioni sardelliane intorno al tema religioso).
Si tratta per l'appunto di un volantino che ho trovato ieri nella cassetta della posta. Ed è talmente bello che non potevo non condividerlo almeno con quelle tre o quattro persone che passano di qui.
Io poi sono sensibile a 'ste cose. Ho il gusto del dissacrante. Secondo il mio punto di vista non sono blasfemo, ma mi rendo benissimo conto di poter essere blasfemo secondo il punto di vista di altri, per cui a volte devo trattenermi per non urtare la sensibilità di chi non la vede come me.
Però, di fronte questo volantino, non posso trattenermi. Non posso trattenere il sarcasmo e lo sprezzo. Sorry, un ce la fo'.
Ecco le cose che mi vengono in mente per semplice associazione di idee: il Sardelli (appunto), Vanna Marchi e il mago Do Nascimiento, le pubblicità dei maghi e delle signorine nude la notte sulle tv private, lo spam sul Viagra e il Cialis, Berlusconi, Herbalife, gli strozzini, i viaggi su Marte in pullman a 19,90 euro che però devi compra' una batteria di pentole sennò ti buttano di sotto da un viadotto, i volantini pubblicitari delle massagiatrici che si trovano attaccati ai telefoni pubblici di Buenos Aires, Padrepio (quello vero, ma tanto è uguale), le madonne che frignano, ecc.
Ora basta perché sennò comincio a dare il peggio di me.